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Il
corpo carbonizzato del conte Ugo la Monica è stato trovato nella
sala ovale del castello Bellamonica, situato nel grande bosco di Sulterio
superiore. |

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mazza da baseball, coltello con lama da 23 cm, calze di nylon viola, borsa contenente medicinali, scatola di fiammeri, bottiglia di birra frantumata. carbonizzato nel camino, ora del decesso tra le 00.00 e le 03.00 del mattino. in Africa centrale alle 23.59 a un hot line 166, come confermato dall'operatrice Silvia. 9kg di mele, 23 scatole di fusilli, 9 braciole, 1 porchetta, 2Kg di prosciutto cotto, 7 pomodori, 32 confezione di fette biscottate, 1 vasetto di marmellata di prugne. "Sparisci pezzo di mer..." pronunciata alle 23.50 nei confronti del nipote PierLuigi. |
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LA TORRE Qui non è mai venuto nessuno, non succede mai niente. Solo una volta una mosca ha volato per più di mezz'ora... |
IL PARCO Territorio di caccia dei 30 pittbull di nonno Ugo, il parco nasconde le carcasse maciullate di varie categorie di scocciatori: ladri occasionali, professioniste, venditori porta a porta, testimoni di Geova, postini, volontari della parrocchia e vecchi amici. Nonno Ugo sapeva che ai suoi animali non sarebbe mai mancata la carne fresca. Il parco è sempre stato un'ottima e gratuita dispensa. |
LO
STUDIOLO
Il pendolo dello studiolo pare funzionare ma l'ora non si sposta dalle ore 1.35 Le lancette indicano chiaramente un percorso: bagno o camera da letto? |
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IL BAGNO Il testamento del nonno ha otturato il sifone di questo povero bagno. E' stato l'assassino! |
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Il Testamento di Nonno Ugo dalle
profondità del bagno del castello, occultato goffamente dall'assassino, ![]() |
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LA CAMERA DA LETTO Da questa stanza alle 23.59 il nonno ha chiamato una hotline 166, chiedendo dell'operatrice Silvia. Ma la telefonata è stata interrotta.. qualcuno è arrivato, forse l'assassino? |
LA STANZA OVALE Sparsi sul luogo del delitto accanto al camino dove giace il corpo, ci sono una serie di oggetti: una mazza da baseball un coltello con lama da 23 cm calze di nylon viola una borsa contenente medicinali una scatola di fiammeri bottiglia di birra frantumata |
L'INGRESSO
Il portoncino d'ingresso del castello pare sia stato manomesso! |
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LA CUCCIA Il regno di Nerone, il cane più amato da nonno Ugo, feroce e affamato! Cercare qualcosa qui è quanto mai sconsiglato... gambe! |
IL
CUCINOTTO
Un ampio locale ospita il cucinotto del nonno, che col cibo pare abbia sempre avuto un bel rapporto. Nella mega dispensa del castello vi sono 8 kg di mele, 23 scatole di fusilli, 9 braciole, 24 litri di latte, 2 Kg di prosciutto cotto, 4 pomodori, 32 confezioni di fette biscottate, 1 vasetto di marmellata di prugne e 37 kg di macinata scelta per il branco di cani... |
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Per proseguire l'indagine clicca sulle voci qui sotto |
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Italo: il soprannome di Italo, "testa matta", è dovuto alla sua nevrosi patologica. Alterna momenti di lucida tranquillità ad altri in cui farnetica e fissa il vuoto. |
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Franco:
il soprannome ghiro di Franco deriva dalla sua endemica pigrizia. Dorme tutto il giorno a parte la notte, quando il ricordo delle botte prese durante l'infanzia dal nonno lo risvegliano bruscamente. Mangia continuamente e quando gli è stata comunicata la notizia della tragedia, si è precipitato in cucina per finire una porchetta avanzata in frigo il giorno prima. |
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Pierluigi: detto il "professore" come chiamato abitualmente dalla vittima. Morti i genitori, che lo avevano iniziato con fiducia agli studi, è iniziata la persecuzione del nonno secondo il quale sarebbe stato meglio non sottrarre alla burocrazia un cervello così ordinario. |
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Mario:
piange continuamente, sostiene di non essersi più ripreso da una gita in montagna con il nonno che ha approfittato di quell'occasione per esercitare contro di lui ogni tipo di violenza psicologica. Tutti i fratelli quando parlano di Maro ridono e sputano a terra dopo avere pronunciato il suo soprannome, proprio come gli è stato insegnato dal conte. |
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Carlo:
sembra il più tranquillo della famiglia, è sempre sorridente e disponibile. Parla quasi sottovoce e finisce i suoi discorsi con delle analisi spietate sul senso della vita degli altri. |
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Igor:
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Alberto:
Alberto è un gaudente, si dedica a una vita mondana sfrenata. È una figura nota nell'ambiente della malavita di provincia, frequenta indifferentemente uomini e donne, colleziona bottiglie di whisky e beve come una spugna.
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Italo: disoccupato, quando sta bene taglia l'erba del giardino e cura un piccolo orto. Colleziona falcetti e adora il fuoco. |
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Franco:
invalido civile per una ferita a un piede, molto probabilmente autoinferta per ottenere un sussidio vitalizio e passare il resto della vita a mangiare e dormire. |
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Pierluigi: medico condotto, ha ottenuto la laurea in medicina a piene voti con lode. Ha rinunciato alla possibilità di specializzarsi in cardiologia per sottrarsi all'oppressione esercitata dal nonno e dall'invidia dei fratelli. |
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Mario:
infermiere part time nell'ospizio di Sulterio. Gli è sembrato un sogno scoprire che le persone anziane non sono acide e crudeli per natura. |
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Carlo:
studente di filosofia, al quindicesimo anno fuori corso, dedica la maggior parte del tempo allo sport, il baseball, e alle donne. Non è mai stato fidanzato. |
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Igor:
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Alberto: e' un pappone capace di sfruttare entrambi i sessi. Non è violento ma scaltro come una volpe e la polizia non riesce a inchiodarlo. |
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Italo: più volte sospettato per alcuni incendi nei boschi vicini, l'unica condanna a suo carico è per abigeato ai danni di un allevatore di pecore la cui proprietà confina con quella del conte Ugo la Monica. |
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Franco:
entra nei supermercati e mangia tutto quello che può. Due volte è stato fermato e denunciato per furto. |
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Pierluigi: ha passato un mese in prigione dopo aver rinchiuso il conte Ugo e tutta la famiglia la Monica nella cantina del castello per concludere in pace la stesura della tesi di laurea. |
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Mario:
il giorno del suo diciottesimo compleanno ha ferito con un tagliacarte il fratello Carlo dopo che questi nel pomeriggio gli aveva sputato in faccia invece che sulla torta, come avevano fatto gli altri. |
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Carlo:
ha subito una denuncia per calunnie dal rettore della sua università. È stato trattenuto in questura una settimana, dopo avere insolentito una vigilessa che gli stava infliggendo una multa per divieto di sosta. |
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Igor:
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Alberto: prima di raggiungere la maggiore età ha bruciato vivo un cane del conte per affermare la sua personalità. Dopo tre mesi di riformatorio suo nonno è andato a prenderlo all'uscita per comunicargli la fine di ogni autonomia economica. |
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Italo: l'eredità di famiglia e la vendetta contro il nonno che, quando era piccolo, lo rinchiudeva tutte le notti nella stalla perché non si fidava a tenere un pazzo in casa mentre dormiva. |
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Franco:
l'eredità di famiglia e il rancore mai sopito contro il nonno che, dopo avergli rovinato l'infanzia, ha sempre inquinato i suoi sogni. |
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Pierluigi: l'eredità di famiglia e il sospetto, affidato a una pubblicazione ciclostilata in carcere, in cui afferma di avere le prove dell'uccisione dei propri genitori da parte dello stesso nonno. |
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Mario:
l'eredità di famiglia e il tormento continuo che gli ha dato il conte. Negli ultimi tempi la vittima telefonava all'ospizio e lo tormentava sussurrandogli cattiverie. |
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Carlo:
l'eredità di famiglia e cinquanta quaderni, scritti fitti, in cui esprime la propria determinazione a uccidere il nonno e analizza le dinamiche del delitto perfetto. |
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Igor:
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Alberto: l'eredità di famiglia e le prove della sua attività criminosa che il nonno tiene nascoste da qualche parte nel castello. Tutto quello che guadagna finisce nella banca del conte in cambio di un magro mensile, di una cassa di whisky e della libertà. |
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Italo: nessuno. Ha passato parte della notte dell'omicidio a potare le erbacce che infestano il sottobosco del parco del castello. |
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Franco:
nessuno. È uscito dal proprio appartamento, secondo la testimonianza della portinaia e di un vicino di casa, alle 23.30 ed è rientrato alle 03.45. Per arrivare al castello ci vogliono trenta minuti a piedi. |
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Pierluigi: nessuno. È uscito dal castello a mezzanotte, come fa ormai da anni, ma non è rientrato a casa. Convive con un uomo conosciuto in cella durante la prigionia che, preoccupato per l'inusuale ritardo, si è rivolto ai carabinieri. |
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Mario:
nessuno. Proprio la notte dell'omicidio ha saltato la guardia notturna prevista all'ospizio tra le ventidue e l'una senza neanche avvertire il capo servizio. L'abbiamo rintracciato nel bosco, durante l'indagine, spossato da una crisi di pianto. |
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Carlo:
nessuno. Vive solo in un monolocale miseramente ammobiliato. Dorme con la luce accesa perché ha orrore del buio. Proprio la notte dell'omicidio, dopo tanti anni, il dirimpettaio non ha visto alcuna luce provenire dalla sua stanza. Una mazza da baseball è stata usata contro la vittima. |
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Igor:
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Alberto: nessuno. È lui che sostiene di avere trovato la vittima di ritorno dalla sua abituale serata in discoteca. Stranamente era assolutamente sobrio e non ha bevuto niente durante l'interrogatorio nella sala del delitto. |
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Italo: |
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Franco:
"la porchetta è buona anche fredda. Quando esce dal forno inizio a mangiare la cotica e compenso l'unto del grasso colato con la scorza del pane pugliese. La morte del nonno meriterebbe un pranzo meno frugale, ma stasera ho un invito nella miglior trattoria di Sulterio, fanno un cinghiale da favola." |
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Pierluigi: "non si dovrebbe perdere tempo a cercare un assassino che ha liberato la società da un peso insopportabile. Mio nonno è già morto da anni.Oggi è un bel giorno, l'aria è più pura. " |
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Mario:
"non riesco a piangere. Quel maniaco carbonizzato che c'è in sala me le ha dette di tutti i colori e, in più, ha spedito una cartolina a tutti i miei anziani suggerendo di prendermi in giro per la mia passione per le calze di nylon viola. È ancora possibile sputargli in faccia?" |
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Carlo:
"lei è uno di quei tipi che fuggono da se stessi. Indagare sui fatti degli altri la preserva dall'avere una vita privata, dalla povertà estrema del suo spirito. Sono gli uomini come lei che soffrono di frigidezza e che, magari, coprono a cinquant'anni la vera inclinazione della propria sessualità." |
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Igor:
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Alberto: "tutti cercano di giudicare le mie azioni, ma io aiuto gli altri a farsi una strada, li tolgo dalla miseria e questo lo faccio senza un tornaconto personale. Quella caldarrosta che giace in sala è il vero colpevole. Mi sono quasi ammazzato cercando di spegnere il fuoco, ma nel borsone nero vicino al camino c'erano solo scatolette, cotone e siringhe." |
