Il corpo carbonizzato del conte Ugo la Monica è stato trovato nella sala ovale del castello Bellamonica, situato nel grande bosco di Sulterio superiore.

Dalle indagini preliminari risulta evidente come l'assassino sia un assiduo frequentatore della proprietà dell'aristocratico.

Nessun estraneo può entrare nel parco senza fare i conti con il branco di trenta pittbull che si aggirano nel giardino a guardia del castello.


Smaschera l'assassino e scoprirai la tua personalità:
sei VITTIMA o CARNEFICE ??



Da più di vent'anni gli unici frequentatori sono rimasti i sette nipoti che lo hanno
tenuto legato alla società civile, nonostante il rancore provato nei suoi confronti.
A turni di tre ore si alternano nel castello per evitare ogni possibilità di incontrarsi.
I sette si odiano e sanno che per tradizione uno solo dovrà ereditare tutto.
Ogni erede presenta ecchimosi e ferite di fresca data sul corpo:
pare che le conversazioni con il conte si concludessero abitualmente in furibonde litigate,
a causa del suo carattere dispotico e collerico.
In ogni caso, non tutti e sette godranno dell'agognata eredità:
uno di loro infatti marcirà in galera.



Chi e' stato a massacrare il nonno?


Svolgi la tua indagine e quando credi di sapere chi
e' il colpevole, clicca sulla sua "foto" qui sotto!


Italo La Monica
"Testamatta"

 
Pierluigi La Monica
"Il Professore"

 
Carlo La Monica
"L'Orsacchiotto"

 
Alberto La Monica
"Il Vitellone"
 
Franco La Monica
"Il Ghiro"

 
Mario La Monica
"La Lagna"

 
Igor La Monica
"Il Truzzo"

 








Comincia dalle prime sommarie informazioni



Il delitto si è consumato tra mezzanotte e le tre di mattina,
l'unica fascia oraria lasciata scoperta dalle visite.

L
'assassino ha sorpreso la vittima di spalle,
ha cercato di tramortirlo con una bottiglia di whisky,
gli ha legato le mani con una calza di nylon e ha
affondato nella schiena un grosso coltello per sette volte,
prima di infierire colpendolo ripetutamente con una mazza da baseball.

La tenace resistenza del nobile ha indotto l'omicida
infine a spingerlo nel gigantesco camino della sala per dargli fuoco.



OGGETTI RITROVATI:



STATO DEL CADAVERE:


ULTIMO VIAGGIO DEL NONNO:


ULTIMA TELEFONATA:


ULTIMA SPESA DEL NONNO:



ULTIMA PAROLE DEL NONNO:



mazza da baseball, coltello con lama da 23 cm,
calze di nylon viola, borsa contenente medicinali,
scatola di fiammeri, bottiglia di birra frantumata.

carbonizzato nel camino, ora del decesso tra le
00.00 e le 03.00 del mattino.

in Africa centrale

alle 23.59 a un hot line 166, come confermato
dall'operatrice Silvia.

9kg di mele, 23 scatole di fusilli, 9 braciole,
1 porchetta, 2Kg di prosciutto cotto, 7 pomodori,
32 confezione di fette biscottate, 1 vasetto di
marmellata di prugne.

"Sparisci pezzo di mer..." pronunciata alle 23.50
nei confronti del nipote PierLuigi.











L'omicidio è avvenuto nella
stanza ovale del castello
che si presenta praticamente
distrutta, fatta eccezione per
il televisore e il grande tavolo
centrale, restati intatti,
ma del testamento nessuna
traccia...




LA TORRE


Qui non è mai venuto
nessuno, non
succede mai niente.
Solo una volta una
mosca ha volato per
più di mezz'ora...

IL PARCO

Territorio di caccia dei 30 pittbull
di nonno Ugo, il parco nasconde
le carcasse maciullate di varie
categorie di scocciatori:
ladri occasionali, professioniste,
venditori porta a porta,
testimoni di Geova, postini,
volontari della parrocchia
e vecchi amici.
Nonno Ugo sapeva che ai suoi
animali non sarebbe mai
mancata la carne fresca.
Il parco è sempre stato un'ottima
e gratuita dispensa.

LO STUDIOLO

Il pendolo dello studiolo
pare funzionare ma l'ora
non si sposta dalle ore 1.35
Le lancette indicano
chiaramente un percorso:
bagno o camera da letto?

 

IL BAGNO


Il testamento del nonno ha
otturato il sifone di questo
povero bagno.
E' stato l'assassino!

Il Testamento di Nonno Ugo

dalle profondità del bagno del castello, occultato goffamente dall'assassino,
affiora il testamento scritto dal Nonno, in cui viene designato, come unico erede,
Nerone, il più feroce dei suoi trenta terribili cani



LA CAMERA DA LETTO

Da questa stanza alle
23.59 il nonno ha
chiamato una hotline 166,
chiedendo dell'operatrice
Silvia.
Ma la telefonata è stata
interrotta..
qualcuno è arrivato,
forse l'assassino?

LA STANZA OVALE


Sparsi sul luogo del delitto accanto
al camino dove giace il corpo,
ci sono una serie di oggetti:

una mazza da baseball
un coltello con lama da 23 cm
calze di nylon viola
una borsa contenente medicinali
una scatola di fiammeri
bottiglia di birra frantumata
L'INGRESSO

Il portoncino d'ingresso del
castello pare sia stato
manomesso!

LA CUCCIA


Il regno di Nerone, il
cane più amato da nonno
Ugo, feroce e affamato!
Cercare qualcosa qui è quanto mai sconsiglato...
gambe!
IL CUCINOTTO

Un ampio locale ospita il cucinotto del nonno, che col
cibo pare abbia sempre avuto un bel rapporto.
Nella mega dispensa del castello vi sono 8 kg di mele,
23 scatole di fusilli, 9 braciole, 24 litri di latte,
2 Kg di prosciutto cotto, 4 pomodori, 32 confezioni
di fette biscottate, 1 vasetto di marmellata di prugne e
37 kg di macinata scelta per il branco di cani...






Per proseguire l'indagine
clicca sulle voci qui sotto





Italo:
il soprannome di Italo, "testa matta", è dovuto alla sua nevrosi patologica. Alterna momenti di lucida tranquillità ad altri in cui farnetica e fissa il vuoto.
Franco:
il soprannome ghiro di Franco deriva dalla sua endemica pigrizia.
Dorme tutto il giorno a parte la notte, quando il ricordo delle botte prese
durante l'infanzia dal nonno lo risvegliano bruscamente.
Mangia continuamente e quando gli è stata comunicata la notizia della
tragedia, si è precipitato in cucina per finire una porchetta avanzata in
frigo il giorno prima.
Pierluigi:
detto il "professore" come chiamato abitualmente dalla vittima. Morti i genitori, che lo avevano iniziato con fiducia agli studi, è iniziata la persecuzione del nonno secondo il quale sarebbe stato meglio non sottrarre alla burocrazia un cervello così ordinario.
Mario:
piange continuamente, sostiene di non essersi più ripreso da una gita in
montagna con il nonno che ha approfittato di quell'occasione per
esercitare contro di lui ogni tipo di violenza psicologica.
Tutti i fratelli quando parlano di Maro ridono e sputano a terra dopo avere
pronunciato il suo soprannome, proprio come gli è stato insegnato dal
conte.
Carlo:
sembra il più tranquillo della famiglia, è sempre sorridente e disponibile.
Parla quasi sottovoce e finisce i suoi discorsi con delle analisi spietate
sul senso della vita degli altri.

Igor:
Igor è un uomo violento e impulsivo, tra i fratelli sembra avere il carattere
più simile a quello del nonno.
Non possiede però la stessa intelligenza.

Alberto:
Alberto è un gaudente, si dedica a una vita mondana sfrenata.
È una figura nota nell'ambiente della malavita di provincia, frequenta
indifferentemente uomini e donne, colleziona bottiglie di whisky e beve
come una spugna.


 
Italo:
disoccupato, quando sta bene taglia l'erba del giardino e cura un
piccolo orto. Colleziona falcetti e adora il fuoco.
Franco:
invalido civile per una ferita a un piede, molto probabilmente
autoinferta per ottenere un sussidio vitalizio e passare il resto della
vita a mangiare e dormire.
Pierluigi:
medico condotto, ha ottenuto la laurea in medicina a piene voti con
lode.
Ha rinunciato alla possibilità di specializzarsi in cardiologia per
sottrarsi all'oppressione esercitata dal nonno e dall'invidia dei fratelli.
Mario:
infermiere part time nell'ospizio di Sulterio.
Gli è sembrato un sogno scoprire che le persone anziane non sono
acide e crudeli per natura.
Carlo:
studente di filosofia, al quindicesimo anno fuori corso, dedica la
maggior parte del tempo allo sport, il baseball, e alle donne.
Non è mai stato fidanzato.

Igor:
macellaio di Sulterio.
Adora squartare gli animali ed è considerato un maestro del taglio.

Alberto:
e' un pappone capace di sfruttare entrambi i sessi.
Non è violento ma scaltro come una volpe e la polizia non riesce a
inchiodarlo.

 
Italo:
più volte sospettato per alcuni incendi nei boschi vicini, l'unica
condanna a suo carico è per abigeato ai danni di un allevatore di
pecore la cui proprietà confina con quella del conte Ugo la Monica.
Franco:
entra nei supermercati e mangia tutto quello che può.
Due volte è stato fermato e denunciato per furto.
Pierluigi:
ha passato un mese in prigione dopo aver rinchiuso il conte Ugo e
tutta la famiglia la Monica nella cantina del castello per concludere
in pace la stesura della tesi di laurea.
Mario:
il giorno del suo diciottesimo compleanno ha ferito con un tagliacarte
il fratello Carlo dopo che questi nel pomeriggio gli aveva sputato in
faccia invece che sulla torta, come avevano fatto gli altri.
Carlo:
ha subito una denuncia per calunnie dal rettore della sua università.
È stato trattenuto in questura una settimana, dopo avere insolentito
una vigilessa che gli stava infliggendo una multa per divieto di sosta.

Igor:
ha mozzato il dito indice di un cliente che si era rifiutato di pagare il
conto.

Alberto:
prima di raggiungere la maggiore età ha bruciato vivo un cane del
conte per affermare la sua personalità.
Dopo tre mesi di riformatorio suo nonno è andato a prenderlo
all'uscita per comunicargli la fine di ogni autonomia economica.
 
Italo:
l'eredità di famiglia e la vendetta contro il nonno che, quando era
piccolo, lo rinchiudeva tutte le notti nella stalla perché non si fidava
a tenere un pazzo in casa mentre dormiva.
Franco:
l'eredità di famiglia e il rancore mai sopito contro il nonno che, dopo
avergli rovinato l'infanzia, ha sempre inquinato i suoi sogni.
Pierluigi:
l'eredità di famiglia e il sospetto, affidato a una pubblicazione
ciclostilata in carcere, in cui afferma di avere le prove dell'uccisione
dei propri genitori da parte dello stesso nonno.
Mario:
l'eredità di famiglia e il tormento continuo che gli ha dato il conte.
Negli ultimi tempi la vittima telefonava all'ospizio e lo tormentava sussurrandogli cattiverie.
Carlo:
l'eredità di famiglia e cinquanta quaderni, scritti fitti, in cui esprime
la propria determinazione a uccidere il nonno e analizza le dinamiche
del delitto perfetto.

Igor:
l'eredità di famiglia e il ricatto della vittima a cui doveva pagare
ogni settimana un pizzo elevato, per evitare di farsi bruciare il negozio.

Alberto:
l'eredità di famiglia e le prove della sua attività criminosa che il nonno
tiene nascoste da qualche parte nel castello. Tutto quello che
guadagna finisce nella banca del conte in cambio di un magro mensile,
di una cassa di whisky e della libertà.
 
Italo:
nessuno.
Ha passato parte della notte dell'omicidio a potare le erbacce che
infestano il sottobosco del parco del castello.
il suo turno di visita era quello tra le 06:00 e le 09:00.
Franco:
nessuno.
È uscito dal proprio appartamento, secondo la testimonianza della
portinaia e di un vicino di casa, alle 23.30 ed è rientrato alle 03.45.
Per arrivare al castello ci vogliono trenta minuti a piedi.
il suo turno di visita era quello tra le 12:00 e le 15:00.
Pierluigi:
nessuno.
È uscito dal castello a mezzanotte, come fa ormai da anni, ma non è
rientrato a casa.
Convive con un uomo conosciuto in cella durante la prigionia che,
preoccupato per l'inusuale ritardo, si è rivolto ai carabinieri.
il suo turno di visita era quello tra le 21:00 e le 24:00.
Mario:
nessuno.
Proprio la notte dell'omicidio ha saltato la guardia notturna prevista
all'ospizio tra le ventidue e l'una senza neanche avvertire il capo servizio. L'abbiamo rintracciato nel bosco, durante l'indagine,
spossato da una crisi di pianto.
il suo turno di visita era quello tra le 09:00 e le 12:00.
Carlo:
nessuno.
Vive solo in un monolocale miseramente ammobiliato.
Dorme con la luce accesa perché ha orrore del buio.
Proprio la notte dell'omicidio, dopo tanti anni, il dirimpettaio non ha
visto alcuna luce provenire dalla sua stanza.
Una mazza da baseball è stata usata contro la vittima.
il suo turno di visita era quello tra le 15:00 e le 18:00.

Igor:
nessuno.
Lavora anche la domenica, ma il giorno del delitto ha tenuto la
macelleria chiusa.
La lama che ha straziato la schiena della vittima è stata quella di un
coltello che si usa per affettare la carne cruda.
il suo turno di visita era quello tra le 18:00 e le 21:00.

Alberto:
nessuno.
È lui che sostiene di avere trovato la vittima di ritorno dalla sua
abituale serata in discoteca.
Stranamente era assolutamente sobrio e non ha bevuto niente
durante l'interrogatorio nella sala del delitto.
il suo turno di visita era quello tra le 03:00 e le 06:00.
 


 

Italo:
"un nonno bastardo così non ce l'ha nemmeno una pecora nera.
Spero solo che non fosse già morto dopo avere preso fuoco.
Io sono una persona fragile ma sincera, voglio bene a chi mi vuole
bene. Basta. "

Franco:
"
la porchetta è buona anche fredda.
Quando esce dal forno inizio a mangiare la cotica e compenso l'unto
del grasso colato con la scorza del pane pugliese.
La morte del nonno meriterebbe un pranzo meno frugale, ma stasera
ho un invito nella miglior trattoria di Sulterio, fanno un cinghiale da
favola."
Pierluigi:
"non si dovrebbe perdere tempo a cercare un assassino che ha
liberato la società da un peso insopportabile.
Mio nonno è già morto da anni.Oggi è un bel giorno, l'aria è più pura. "
Mario:
"non riesco a piangere. Quel maniaco carbonizzato che c'è in sala me
le ha dette di tutti i colori e, in più, ha spedito una cartolina a tutti
i miei anziani suggerendo di prendermi in giro per la mia passione
per le calze di nylon viola. È ancora possibile sputargli in faccia?"
Carlo:
"lei è uno di quei tipi che fuggono da se stessi. Indagare sui fatti degli
altri la preserva dall'avere una vita privata, dalla povertà estrema
del suo spirito.
Sono gli uomini come lei che soffrono di frigidezza e che, magari,
coprono a cinquant'anni la vera inclinazione della propria sessualità."

Igor:
"ogni giorno noi macellai facciamo a pezzi migliaia di bestie, mi dica
per quale motivo non debba avere il diritto di dividere in quarti quello
che resta di mio nonno. Ah è carbonizzato!?
Va beh spargerò la sua cenere sotto il mio bancone frigo."

Alberto:
"tutti cercano di giudicare le mie azioni, ma io aiuto gli altri a farsi
una strada, li tolgo dalla miseria e questo lo faccio senza un
tornaconto personale. Quella caldarrosta che giace in sala è il vero
colpevole. Mi sono quasi ammazzato cercando di spegnere il fuoco,
ma nel borsone nero vicino al camino c'erano solo scatolette,
cotone e siringhe."